Mi rendo conto di essere un po’ latitante, ma è un periodo un po’ così. Problemi personali mi impegnano la testa e così leggo poco e non scrivo niente. Ho la testa fissa lì e niente di più. E non mi sembra giusto tediarvi con queste cose…
Continuano le avventure di Thursday Next, investigatore letterario inventato da Jasper Fforde. In quest’avventura l’investigatrice si trova a dover affrontare lo sradicamento del marito (tornando indietro nel tempo ne hanno modificato gli eventi facendolo morire da bambino), dal quale aspetta un bambino, e allo stesso tempo a salvare il mondo. Alle sue calcagna, inoltre, un temibile assassino che cerca di eliminarla.All’inizio ho aperto un blog solo per curiosità, perché per capire una cosa, voglio provarla in prima persona. All’inizio ero un po’ titubante, non sapendo cosa scriverci all’interno. Chi capiterà per caso nei miei primi post troverà aforismi, fotografie e cose disparate. Col tempo, frequentando i blog di altri internauti, ho scoperto quale sarebbe stato il destino del mio: parlare di libri e di scrittura. E per lo più ora il mio blog parla di questi temi, salvo eccezionali intermezzi personali.
Mi sono resa conto che per gli aspiranti scrittori come me, il blog può rappresentare veramente un’opportunità. Non parlo tanto dei rari casi in cui un editore ha scoperto, dietro un anonimo internauta, un narratore talentuoso, proponendogli così di scrivere un libro, ma parlo di tutte quelle esperienze che si devono accumulare per diventare scrittori.
Innanzitutto, il coraggio di far leggere le cose che si scrivono ad un pubblico, che non è legato a noi per grado di parentela o per amicizia, rischiando di ricevere complimenti non meritati. Farsi leggere da qualcuno che non si conosce, che non ha paura a dirci veramente che facciamo schifo è una vera fortuna. Se affrontiamo, infatti, queste critiche con intelligenza (ovviamente sto escludendo quelle fini a sé stesse, scritte solo con lo scopo di demoralizzarci o peggio) si può cercare di migliorarsi, di correggere errori e di riempire lacune che nemmeno si sospettava di avere. Più importante, poi, è riuscire ad interessare il proprio lettore… se riusciamo ad avere anche un esiguo numero di lettori affezionati, si è già sulla buona strada.
Vi garantisco che cambierete prospettiva sul vostro talento: scrivere per sé non è come scrivere per un pubblico.
Il blog ci permette di allenarci quotidianamente e di trovare subito un riscontro da parte dei lettori.
Con l’interscambio di esperienze ed informazioni, poi, si scopre un mondo molto più vasto, rispetto alla nostra scrivania e al nostro PC. Esiste il mondo dei concorsi, che possono rappresentare una buona palestra di allenamento, sia per la scrittura sia per l’ispirazione, permettendoci di parlare di temi impensati, oppure le esperienze dei bloggers che possono farci risparmiare un sacco di tempo.
Insomma, il blog, anche se non ci porterà al successo immediato come scrittori, rappresenta un luogo di dialogo e una palestra per la nostra attività di scrittori e di confronto con altri “colleghi” e, chissà, magari si otterrà una certa fama a livello di web, pur non raggiungendo mai la pubblicazione.
La Regina Elisabetta II d’Inghilterra, scopre casualmente il piacere della lettura, trasformandola quasi in un’ossessione. Questa sua passione, però, non è ben vista dall’enturage, perché le fa trascurare altri impegni o porta l’imbarazzo negli interlocutori della sovrana, che non riescono a rispondere alle sue domande in tema di libri.In anteprima ecco la copertina del mio libro "Il valore di un libro":

L'uscita è prevista per maggio.
Segnalo una nuova iniziativa di Barbara e Daniela rivolta a tutti noi scrittori esordienti o aspiranti tali. Si tratta di scrivere una bella lettera d’amore, la più bella mai scritta ed inviarla per e-mail a scrividamore@gmail.it.